Il Museo della Tecnica Elettrica di Pavia

Si inaugura a Pavia il Museo della Tecnica Elettrica. Arriva così a compimento un’idea nata nel 1999 quando, in occasione delle celebrazioni per il bicentenario dell’invenzione della pila elettrica ad opera di Alessandro Volta, si pensò di realizzare il museo sia per rendere omaggio al grande scienziato sia per collocare e continuare la raccolta che il Dipartimento di Ingegneria Elettrica della Università degli Studi di Pavia portava avanti da più di 10 anni.

Il museo è il risultato di un grande lavoro sinergico tra la Regione Lombardia, l’Università, la Provincia e il Comune di Pavia. Già nel marzo del 2000 infatti fu sottoscritto da parte di questi quattro enti un Accordo di Programma con il quale ci si impegnava a realizzare l’opera. Poi, nel 2003, la Regione ha firmato con il Ministero dei Beni Culturali e con il Ministero della Finanze, un Protocollo d’Intesa che ha inserito il progetto nell’Accordo di Programma Quadro in materia di beni culturali.

L’impegno della Regione è stato determinante anche dal punto di vista finanziario: alla copertura del costo complessivo dell’intervento (quasi 3,9 milioni di euro) la Regione ha contribuito con quasi 3,1 milioni, mentre i restanti 800. 000 euro sono stati ripartiti, in parti uguali, tra Università, Comune e Provincia di Pavia.

Il nuovo Museo fa parte del sistema museale di Pavia ed è ospitato nella struttura localizzata nel campus universitario di via Ferrata. Occupa una superficie di 5000 mq. Nei suoi locali si è tenuta nell´ottobre 2005 la mostra su “Albert Einstein ingegnere dell’universo”.

Varie sono le collezioni che sono confluite nel museo della Tecnica Elettrica: la collezione di partenza è quella raccolta, nel corso di oltre un decennio, presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica. Si tratta di oltre 3. 000 reperti che provengono da industrie e collezionisti privati. Il patrimonio inoltre è in continua espansione per donazioni e prestiti. A questo nucleo se ne sono aggiunti altri due, concessi in comodato all’Università di Pavia: la collezione Enel, già del museo della Tecnica Elettrica di Roma e la collezione Sirti (Società italiana reti telefoniche internazionali).

L’intera raccolta Enel si compone di circa 400 pezzi, grandi e piccoli, messi a disposizione da centrali e impianti di tutta Italia . La collezione Sirti, grande azienda del settore delle telecomunicazioni, è costituita invece da oltre 3. 000 reperti, provenienti in prevalenza dal settore della telegrafia e della telefonia.

Nel Museo trovano posto: le gallerie per le esposizioni permanenti e temporanee, un archivio e una biblioteca, oltre ai magazzini e a servizi vari. I reperti grandi ed ingombranti saranno collocati all’esterno.

L’esposizione segue un ordine cronologico nell’ambito delle varie tematiche: produzione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica; le comunicazioni elettriche e le altre applicazioni. Oltre ai reperti originali sono ospitati modelli, illustrazioni, simulazioni, filmati e altre applicazioni multimediali. Alcuni esemplari sono predisposti per uso didattico.

Il Museo della Tecnica Elettrica è stato pensato non solo per gli studenti ma anche per un pubblico più ampio, interessato ai temi della scienza e della tecnologia elettrica così importanti per la nostra vita quotidiana. Visitare il museo significherà riflettere sul sapere tecnologico e familiarizzarsi con i prodotti della tecnologia, quelli di ieri e quelli di oggi.

Gli studiosi vi troveranno invece i materiali per approfondire i loro interessi e le loro ricerche. Al museo è infatti annessa la biblioteca storica, costituita con il Fondo, ceduto nel 1998, dalla sezione di Milano dell’Associazione Elettrotecnica Italiana e attualmente presso il Dipartimento di Energia Elettrica dell’Università. Il Fondo conta tremila monografie e duemila tra volumi e riviste, che documentano lo sviluppo delle principali applicazioni elettriche, della fine dell’Ottocento fino ad oltre metà del Novecento.


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